Superfice

Abitanti

Kmq 48,42 1253

Prefisso Tel

C.A.P.

0365 25088

Alt s.l.m.

Dist. BS

555 55 Km.

PATRONI:

S. Marco, 25 aprile, S. Maria Assunta, 15 agosto

CENNI STORICI:

Il toponimo dovrebbe derivare da "tègnum", nota malattia, o, in traslato, terreno arido; tignum significa anche trave. Qualche studioso sostiene che i primi abitanti dell'altopiano fossero stati i Cenomani. L'altipiano di Tignale è costituito da sei frazioni, con Gardola per municipio (54 Km da Brescia e 21 Km da Salò). Cristianizzato ad opera del vescovo martire Vigilio nel V sec., Tignale restò alle dipendenze della diocesi di Trento sin alla fine del XVIII sec. I Bresciani vi sconfissero i Trentini, distruggendone la rocca, nel XIII sec. Occupato da Massimiliano d'Austria nel 1509 fu, nello stesso periodo, saccheggiato da migliaia di zingari. Regno di banditi nel XVII sec., fra i quali spicca Zan Zanù, le cui "gesta" sono ancora ricordate. La popolazione lo uccisenel 1617e, a ricordo esposeunex-voto nel locale santuario. Con il 1797 e la fine della Repubblica Veneta, Tignale si trovò a far da confine fra la Repubblica Cisalpina dei Napoleonici e l'Austria. Passò alla corona d'Asburgo nel 1859 ed entrò, di lì a poco, nel Regno d'ltalia.

ECONOMIA:

Come l'altipiano gemello di Tremosine anche Tignale soffre a causa della peculiare posizione, distante dai centri principali. La coltivazione degli agrumi, un tempo fiorente, è stata abbandonata; I'olivicoltura è più che altro un'occupazione saltuaria. Resta la bellezza dei luoghi:la Valle di Vione, pittoresca per le sue stupende cascate, è da vedere. Una prima si trova all'uscita della valle e cade a picco sulla strada; un'altra è posta proprio sotto il paese e ha salti di una decina di metri, tra fitte macchie di leccio. Salendo verso il Passo di Nota si percorre la strada della "Tignalga", passando per fitti boschi, in un paesaggio quasi alpino fra i più silenziosi dell'entroterra gardesano.

ARTE:

Anzitutto il Santuario di Maria Nascente, in località Monte castello, in quanto a posizione il più bello del lago, edificato nel XIV sec. sulle rovine di una rocca. Vi si ammirano opere di Palma il Ciovane, Andrea Celesti e affreschi di tarda scuola giottesca. Da vedere Olzano, borgata rustica con tipici sottoportici, e Piovere, posta su un dosso panoramico. Sulla riva del lago merita una visita "Il Prato della Fame", spiaggia così chiamata perché le alte pareti vicine non assicuravano soccorsi in caso di naufragio. A Prabione sorge un centro didattico dell'Azienda Regionale delle Foreste.

 

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